CROCIFISSIONE DI TEODORO D’ERRICO 1591

Entrando in chiesa, troviamo la capella di Donato Tafuri con altare marmoreo e la soprastante tavola della Crocifissione dipinta da Dirk Hendricksz, noto anche come Teodoro d’Errico. Fu uno dei pittori fiamminghi che più influenzò la cultura pittorica dell’Italia meridionale. Di essa esiste anche un bozetto in una collezione privata.

MADONNA CON IL BAMBINO DI FRANCESCO SAVERIO CITARELLI

Entrando all’interno della Chiesa di Santa Maria del Parto si nota subito l’altare marmoreo settecentesco con al centro La Madonna col Bambino, in legno policromo, realizzata nel 1865 da Francesco Saverio Citarelli. l Culto di Santa Maria del Parto è molto diffuso nella città di Napoli e non solo ! e ancora oggi ogni 25 del mese ricorrono all’ intercessione della Vergine le partorienti e le coppie che non riescono ad ottenere il dono di un figlio, al fine di ottenere “la grazia”.

Si racconta che perfino la regina Maria Josè si rivolse alla Madonna del Parto in occasione della nascita della principessa Maria Pia. La regina, avendo ottenuto la grazia, in occasione del battesimo di quest’ultima, invitò delle donne napoletane che si erano recate in preghiera presso la Chiesa di Mergellina.

” Alla tua materna protezione, o Santa Maria del Parto, affido le mie ansie, le mie preoccupazioni e i miei timori. Sono certa della tua protezione, perche da secoli hai voluto, sul poggio di Mergellina in Napoli, fissare la tua dimora come patrona di noi donne incinte. Assistimi con la tua sicurezza, proteggimi con la tua fortezza, sostienimi con il tuo coraggio. Ti chiedo la gioia di poterti venire a ringraziare nel tuo santuario dopo il parto “.

Il presepe di Giovanni da Nola in legno di tiglio del ‘500

Per plasmare nel legno i personaggi dei suoi versi sceglie lo scultore Giovanni da Nola (1488-1558), Figlio di venditori di cuoio e calzature, rifiuta il suo destino di amministratore dell’azienda di famiglia, attratto dal richiamo delle discipline letterarie e della scultura. Si forma lavorando accanto ad artisti lombardi operanti a Napoli, noti per la produzione presepiale. Ma l’accentuato realismo lombardo si stempera nel tratto più dolce degli scultori toscani, anch’essi attivi in città, che hanno inevitabilmente influenzato lo stile di Giovanni Marigliano. Sono queste esperienze che ritroviamo nel presepe di Mergellina. Di 70 figure solo cinque sono giunte ai nostri giorni: la Madonna, San Giuseppe e tre pastori.

Le statue, in legno di tiglio, hanno un’altezza che va da 115 a 145 cm. Solo per due pastori si conserva la policromia originale, mentre le altre tre statue sono coperte da uno strato marrone, benché San Giuseppe conservi frammenti di doratura… Chissà come appariva un tempo il manto della vergine ! Colpisce la dolcezza del volto della Madonna e la cura nella resa dell’espressione del pastore genuflesso, presumibilmente a mani giunte, che a pensarci bene non è che un personaggio secondario tra 70 !

Questi corpi recuperati dai restauratori tra vecchie ossa ci danno l’opportunità di riflettere sulla fragilità della scultura in legno e di quanto sia andato perduto di quest’arte, non solo del ‘500 e non solo di Giovanni da Nola.

ORGANO DEL 1770

Al di sopra dell’entrata troverete l’elegante organo da muro in legno intagliato e scorniciature dorate del 1770. La cassa è terminata da cimasa composta con rialzo a lunetta incorniciato da festoni fioriti in legno scolpito e coperto di oro. Sempre di legno scolpito e dorato sono i motivi ornamentali che accompagnano la linea piramidale delle canne e si dispongono a traversine di contenimento a media altezza. Un opera d’arte bella da scoprire, vedere ed ascoltare !